Benvenuto su piedeginocchio.com

I nostri orari : LUN > VEN h 9 >20
        telefono : +39 339 6089786 / +39 338 2399260

La caviglia è la parte della gamba posta immediatamente al di sopra del piede. Dal punto di vista anatomico, la gamba è formata da due ossa lunghe a decorso parallelo, ovvero la tibia e il perone (o fibula), collegate da un legamento interosseo (sindesmosi). La tibia, più interna, è un osso a sezione triangolare, molto robusto, che sopporta quasi interamente il peso del corpo e lo trasmette al piede. Le estremità inferiori di tibia e perone nell’insieme formano una pinza concava in senso anteroposteriore.

L’articolazione della caviglia è costituita dal perone e dalla tibia (superiormente, esternamente e internamente) e (inferiormente) dall’astragalo, che è un osso del piede; si chiama infatti articolazione tibio-peroneo-astragalicao tibio-tarsica ed è di tipo “a troclea” o “ginglimo”, perché è fatta da capi ossei di forma cilindrica. Inoltre, vi è la c.d. capsula articolare, manicotto di tessuto connettivo denso, che si inserisce tra i segmenti ossei in connessione rivestendo completamente l’articolazione; all’interno vi è la membrana sinoviale, che secerne un liquido vischioso per facilitare lo scorrimento tra le due superfici a contatto.

Il principale movimento della caviglia si realizza grazie all’articolazione tibiotarsica: è la flessoestensione, attorno all’asse trasversale che attraversa i due malleoli, detta anche flessione plantare. Nella flessione plantare i legamenti anteriori dell’articolazione diventano più lunghi, mentre quelli posteriori si accorciano. L’inverso accade nell’altro movimento importante della caviglia, ovvero la flessione sul dorso.

Le ossa della caviglia (in particolare l’astragalo) sono ricoperte più delle altre da cartilagine, proprio per massimizzare la fluidità del movimento.

La cartilagine è un tessuto connettivo di sostegno, privo di vasi sanguigni, nel quale la sostanza intercellulare è densa, compatta e consistente; ricopre le articolazioni e molte parti dello scheletro. Le cellule cartilaginee (detti condrociti), ricevono nutrimento dai tessuti circostanti e producono una matrice gelatinosa costituita principalmente da fibre di collagene e da composti di proteine e zuccheri. La matrice extracellulare è l’elemento predominante, tanto che le cellule costituiscono solo l’uno fino al cinque per cento della massa cartilaginea. A seconda delle quantità di fibre collagene ed elastiche presenti, si distinguono tre tipi di cartilagine:

1) ialina
2) fibrosa
3) elastica.

Negli adulti la cartilagine si trova per lo più nei punti in cui è richiesta resistenza, grande elasticità e mobilità. Di norma, una articolazione sana è formata dalla unione di due ossa le cui estremità sono rivestite di cartilagine: questa fa sì che le ossa nel movimento “scorrano” tra loro quasi senza resistenza. La cartilagine non è rifornita di sangue e non ha capacità riparative, per cui quando si consuma si lesiona con ulcerazioni ed può erodersi fino all’osso sottostante.

L’articolazione della caviglia è stabilizzata dai legamenti, che permettono il movimento e tengono insieme la struttura ossea, e dalla capsula articolare. I principali legamenti della caviglia si distinguono in:
– legamenti collaterali, che formano da ciascun lato dell’articolazione dei robusti ventagli fibrosi il cui apice è posto sul malleolo corrispondente e la cui parte periferica è fissata sulle due ossa posteriori del tarso. Questi legamenti si dividono in collaterali esterni, divisi a loro volta in tre fasci, due destinati all’astragalo (peroneo astragalico anteriore e posteriore) e uno al calcagno (peroneo-astragalo-calcaneare e peroneo-calcaneare) e collaterali interni, formati in due piani, profondo e superficiale (tibio astragalico anteriore.

AGGIUNGERE GALLERIA FOTOGRAFIA

A queste complesse strutture vanno aggiunti i muscoli, i tendini e retinacoli, sia del comparto laterale che del comparto mediale. I più importanti sono raffigurati nelle immagini sotto.

AGGIUNGERE GALLERIA FOTOGRAFIA

La caviglia è uno degli organi soggetti a più sollecitazioni, sia nell’attività motoria normale che in quella sportiva, e quindi può essere soggetto a traumi oltre che a patologie specifiche. Le più diffuse sono le patologie della cartilagine, l’artrosi, la distorsione della caviglia con eventuale rottura dei legamenti, la sindrome da impingement, l’ osteocondrite dissecante.

Non appena si verifica una disfunzione motoria o si avverte dolore, è bene effettuare una visita ortopedica specialistica per individuare eventuali patologie e procedere alla cura più adeguata.

 

Articoli correlati: